365 giorni (2017-2018)

‘Niente di quella visione esiziale mi ha salvato dall’inarrestabile

movimento sul quadrante del cielo.

Ogni giro era lungo una vita.

Quante vite sono che ti conosco?’

365 giorni sono metafora di un tempo infinito, di tutte le vite possibili che ci identificano, a volte illudendoci e infrangendosi nell’età adulta.

In questo progetto, si svelano sogni inconsci, tratti personali, possibili segni identitari a volte soggettivi, altre volte collettivi. Emergono emozioni spezzate ed altre mature e consapevoli che rimangono a dare forma ad un racconto-identità, metà autobiografico, metà sognato e immaginifico, che si ispira a scritti e pagine di diario e si avvale di citazioni di vecchi film, di testi esoterici, immagini di famiglia, di geografie, viaggi e sensazioni. Frammenti capiti solo una volta terminati, fase questa coincidente spesso con l’ingresso nella cosiddetta maturità.

365 days are a metaphor of an infinite time, of all the possible lives that identify us, sometimes deluding ourselves and breaking into adulthood.

This project unveils unconscious dreams, personal traits, possible identitary signs – sometimes subjective, sometimes collective.

Emerging broken emotions and other mature and aware that remain to shape a story-identity, half autobiographical, half dreamed and imaginative, which is inspired by writings and pages of diary and uses quotes from old movies, esoteric texts, images of family, geography, travel and sensations. Fragments that only happen once they are finished, this phase often coincides with the entrance into so-called maturity.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

‘Niente di quella visione esiziale mi ha salvato dall’inarrestabile

movimento sul quadrante del cielo.

Ogni giro era lungo una vita.

Quante vite sono che ti conosco?’

365 giorni sono metafora di un tempo infinito, di tutte le vite possibili che ci identificano, a volte illudendoci e infrangendosi nell’età adulta.

In questo progetto, si svelano sogni inconsci, tratti personali, possibili segni identitari a volte soggettivi, altre volte collettivi. Emergono emozioni spezzate ed altre mature e consapevoli che rimangono a dare forma ad un racconto-identità, metà autobiografico, metà sognato e immaginifico, che si ispira a scritti e pagine di diario e si avvale di citazioni di vecchi film, di testi esoterici, immagini di famiglia, di geografie, viaggi e sensazioni. Frammenti capiti solo una volta terminati, fase questa coincidente spesso con l’ingresso nella cosiddetta maturità.

365 days are a metaphor of an infinite time, of all the possible lives that identify us, sometimes deluding ourselves and breaking into adulthood.

This project unveils unconscious dreams, personal traits, possible identitary signs – sometimes subjective, sometimes collective.

Emerging broken emotions and other mature and aware that remain to shape a story-identity, half autobiographical, half dreamed and imaginative, which is inspired by writings and pages of diary and uses quotes from old movies, esoteric texts, images of family, geography, travel and sensations. Fragments that only happen once they are finished, this phase often coincides with the entrance into so-called maturity.