Uno e infinito (2012)

‘9 artisti in 9 alberghi. Perugia 2 luglio – 31 ottobre 2012. ‘Suitcase. souvenir di viaggio’ è un’iniziativa intrapresa dal comitato umbro giovani albergatori di Federalberghi con il patrocinio dell’Assessorato allo sviluppo economico e al turismo del Comune di Perugia e curata da Michela Morelli, consiste in una serie di esposizioni pensate e realizzate da nove giovani artisti umbri (o operanti in Umbria) in altrettante strutture alberghiere del perugino, le opere sono concepite espressamente per la valorizzazione del luogo in cui sono collocate e allestite.’

Ho scelto di fotografare il tempo sotto 3 aspetti appartenenti all’interiorità umana. Ognuno di questi racchiude infinite possibilità.

1. Il tempo, la concezione che se ne ha: IN TIME/PRIMA E POI.
Sequenza A.
Le scene rappresentano il passaggio del tempo per due stessi soggetti, i momenti ripresi possono essere appartenenti allo stesso giorno o a infiniti giorni.
Sequenza B.
La stanza e la persona nell’atto di camminare possono essere le stesse o infinite. I momenti rappresentati possono essere appartenenti allo stesso giorno o a infiniti giorni.

2. Il sogno, lo spaesamento che causa insieme al ribaltamento delle leggi fisiche. WITH EYES CLOSED/DI SOGNO. Nel sogno ci sono momenti in cui la nostra coscienza non sa se sta sognando effettivamente o se si trova nella vita reale. Nel sogno ci guardiamo da fuori come in una sorta di NDE. Nel sogno cambiano le leggi fisiche (possiamo vivere in acqua-simbolo dell’inconscio ma anche elemento primigenio-o soffochiamo all’aria aperta) e parliamo lingue che non esistono. I frame ripresi sono alcune possibilità: il guardarsi dormire, il guardarsi agire, l’annullarsi. Tutte possibilità insite nel sogno che tra di loro possono non avere legame temporale né di apparente causa effetto.

3. Tra i vari percorsi dell’interiorità umana ce n’è uno che si accentua spesso durante il viaggiare: il ricordare. EVOKE/MEMENTO. Il ricordo è inteso come evocazione di una vita e di sensazioni al momento o definitivamente lontane. E’ speranza-preghiera per ciò che si ha e ciò che non si ha più (memento è la parte della messa in cui si prega per i vivi e i morti). Il ricordo nel viaggio (nell’essere quindi lontani) si fa elemento che ri-avvicina al cuore ciò che la mente ha nei suoi archivi.

Curator

 

‘Suitcase, da tempo immemore, artist’s diary’.

Ho come l’impressione che il mondo non sia bello perché vario. Ma che il mondo sia bello perché sempre uguale a se stesso, nel suo tutto e nei contrari del suo tutto (che esistono). Forse è infinito a causa del numero di possibilità che ogni vita porta con sé. E contiene ogni cosa materiale e non materiale (pensa a quante immaginazioni contiene), quindi anche i contrari di ogni cosa materiale e non materiale. Nella nostra vita succedono un numero quasi infinito di cose simili complementari e contrarie alle altre. Ogni vita è forse il deja vu di se stessa e di qualcun’altra. E così all’infinito.

‘Suitcase-da tempo immemore’ è un diario dove l’autore è incerto, come è incerto il suo tempo-(nei testi non c’è l’anno, e non compare nemmeno una data, perciò il tempo è indefinito). Ciò è avvalorato dal fatto che l’autore volge lo sguardo al passato, cambia soggetti di riflessione (ma resta il dubbio che in realtà non sia sempre lo stesso-anche qui può essere uno o infiniti) e fa sì che alla fine non si sappia chi lo abbia composto, se una o infinite persone lo stesso titolo ‘suitcase-da tempo immemore’ lascia interpretare il lavoro come un qualcosa che si porti con sé (un diario appunto, che qui svolge la funzione di una valigia) riempito ma non si è certi del tempo dei suoi autori. Il diario è composto con ritagli di giornali scelti da mia madre e da me. Sull’onda del suo concept ho cucito dei testi alle foto cercando di tenere la tensione emotiva (senza farla mai esplodere, ma solo avanzare costante). Ho messo anche delle mie foto ma come tutte le immagini inserite sono totalmente slegate dal contesto in cui sono nate ergo possono essere foto create da una persona o da infinite per i più svariati motivi (che sia io o qualcun’altro o che racconti di cose conosciute o inventate-non si sa).