La parola ai collezionisti

Scrive Serena Fantini, partecipante a questo crowdfunding, che ho avuto il piacere di avere come compagna di viaggio in diverse occasioni e che mi ha restituito la sua esperienza attraverso questi testi di cui condivido una parte e che sono disponibili per intero nel sito riservato ai collezionisti che partecipano al crowdfunding.

‘(…) un progetto fotografico non è solo “fotografico”, ma prima di tutto è un “progetto”. Un qualcosa che prevede una visione, certo, ma non solo, ci vuole un obbiettivo, un piano di lavoro, lo studio di fattibilità, anche economico, la programmazione, la bibliografia. E poi ci vuole la raccolta dei dati, e la scelta dei luoghi, del tempo da dedicarci, della stagione giusta per visitarli e fotografarli. e infine ci vuole la fase successiva, l’analisi del “raccolto”, la revisione, la selezione, le foto che forse non servono per quel preciso progetto ma ti suggestionano al punto che te ne viene in mente un altro, perché se hai la mente allenata a cogliere gli spunti creativi quelli sbucano quando capita, e devi essere solo veloce a segnarteli, per lasciarli decantare e maturare.
Il fine settimana con Valeria è stato così. (…) mi sono trovata a essere spettatrice di come tutto questo aveva in lei già seminato un immaginario, che si trattava solo di tradurre in fotografie, quei mattoni che alimentano la complessa e articolata costruzione multidisciplinare che è il progetto a cui sta lavorando.
Ho avuto l’occasione di apprezzare il rigore con il quale lavora, di sbirciare tra i suoi molti quaderni con i quali segue le fasi del progetto e annota gli spunti creativi, ho seguito i suoi passi e osservato da dietro le sue spalle per cercare di capire dove puntasse il suo obbiettivo. Ho ripreso i suoi movimenti, ho scattato foto dove scattava lei, certo che le nostre foto avrebbero ritratto gli stessi luoghi, forse, ma con diversi gradi di consapevolezza e sensibilità. ho potuto constatare quanto possa essere frustrante un raggio di sole che rovina la luce che desideri per catturare un’atmosfera. ho apprezzato il momento in cui diceva “basta, cambiamo posto”, e invidiato la consapevolezza che percepivo dietro quella decisione.
Ho assistito a una fase di un processo creativo, e non c’è stato niente di banale e scontato in questo.’

Foto di Serena Fantini.

È una fortuna portare avanti un progetto fotografico sul mare in un Paese che è una penisola con ottomila chilometri di coste?
Non necessariamente. Valeria Pierini ha condotto un progetto da remoto sull’Etna, dimostrando che esserci non è così importante, se hai abbastanza risorse e inventiva.
Ma è anche vero che per una persona che porta avanti un progetto fotografico sul mare ottomila chilometri di coste rappresentano un richiamo irresistibile.
Sono coste dall’aspetto multiforme, più o meno caratterizzate dalla presenza o dall’invadenza dell’uomo, ma tutte si affacciano sul medesimo mare.
I romani lo chiamavano il Mare Nostrum, un mare chiuso ma capace di essere anche apertissimo, e diversissimo, che si incontra e si scontra con terre fertili e deserti, acque dolci che lo invadono, e lo modificano, lo inquinano, lo minano, fondali bassi e profondità abissali. Un mare abitato da creature meravigliose, ma anche solcato da imbarcazioni cariche di turisti in cerca di emozioni, di pescatori in cerca di pesci, e disperati in cerca di speranza.
Dopo l’esplorazione delle Valli di Comacchio, Valeria mi ha coinvolto in un altro viaggio di scoperta, stavolta nella Maremma. Un luogo che conoscevo, per averlo praticato da bagnante in diversi momenti della mia vita, e che ho imparato ad amare.
Ma a dimostrazione che osservare il mondo attraverso il mirino di una fotocamera è un’esperienza diversa dal semplice guardare, anche stavolta l’occasione mi ha consentito di esplorare ben più di un luogo.
Per noi che siamo gente di pianura, come diceva una canzonetta di parecchi anni fa, il mare ci fa sempre un po’ paura. Per noi andarci è un evento, e guardiamo alla gente di mare con l’occhio un po’ invidioso, un po’ perplesso – “ma come fanno a vivere tutto l’anno con questa umidità nell’aria?” – soprattutto quando ci capitiamo in quell’altroquando costituito dalla vita al di fuori della stagione estiva, quando gli ombrelloni si chiudono e le sdraio si impilano nei depositi.

Per ricevere info dettagliate sul crowdfunding e la lista completa dei premi scrivere qui.

Guarda alcuni premi del crowdfunding qui e qui.